LYCHNAPSIA - LA FESTA DELLE LUCI
Lychnapsia - il Festival delle Luci
Il Lychnapsia o Lignapsia, “Festival delle Luci”, o “Le Luci di Iside”
fa parte delle mysteriers osiriani, che celebra Iside ‘per il suo sposo
nel buio alla luce delle torce. Questo è diventato un giorno sacro
anche per i Cristiani, che non a caso hanno posto il giorno dedicato
a Santa Chiara, con le sue “luminosità”, considerata la prima persona
a praticare la totale povertà di San Francesco d’Assisi, l’11 di Agosto.
Si tratta di un importante ciclo di festa egiziana, che mette in scena rituale
l’evento culminante nelle leggende di Iside e Osiride: il combattimento finale
tra Set, fratello e assassino di Osiride; e Horus, figlio di Iside e Osiride,
il giovane eroe solare che sarebbe incarnato in ogni faraone vivente.
Originatasi nell’antico Egitto, la festa di Iside Luminosa, era una
delle ricorrenze più importanti del calendario.
Oltre a decorare case, templi e barche con luci di ogni tipo,
avevano particolare ruolo le processioni, tenute soprattutto
la sera dopo il tramonto. Statue della dea Iside venivano trasportate
di tempio in tempio e di villaggio in villaggio, cosicché le persone
potessero partecipare al mistero della Ricerca, seguendo i carri
ed intonando inni e preghiere.
In epoca tardo imperiale romana, quando il culto isiaco sperimentò una
capillare diffusione in tutta l’area mediterranea, la ricorrenza venne inserita
anche nel calendario latino a partire dal IV secolo, sotto il nome di Lychnapsia
o festival delle luci. Successivamente con l’imposizione del Cristianesimo
e la sistematica estirpazione del Paganesimo, tutte le feste pagane furono
soppresse, o, laddove fossero feste importanti e pertanto difficili da far scomparire,
furono appositamente sovrapposte da feste cristiane, spesso con cerimoniali e
significati simili. Il culto di Maria la Madonna, in particolare, oggi è risaputo
che sia stato una derivazione cristianizzata del culto di Iside. Le testimonianze
di ciò sono riscontrabili anche nell’iconografia tradizionale, in cui entrambe
le figure divine femminili sono raffigurate con un bambino tra le braccia:
Horus nel caso di Iside e Gesù nel caso di Maria. Le stesse processioni frequenti
sono un elemento che probabilmente fu mantenuto dalla Chiesa cattolica
per favorire la sostituzione del culto isiaco con il culto mariano.
Piramide di Unas nella Piana di Giza, Egitto:
Ave Iside, gloriosa Dea,
Il giorno è finito e la notte è giunta,
il sole è tramontato e le stelle sorgono.
Questo è il rito della sera,
il rito per terminare il giorno di luce.
Lascia che il tuo strumento suoni
salutandoti con tutti gli onori,
Iside, gloriosa Dea.
Con il fiammifero accendo il fuoco
sull'altare preparato per te,
Iside, gloriosa Dea,
E l'incenso notturno sale, dolcemente mischiato,
per mettermi nell'animo per percepire te,
Iside, gloriosa Dea,
Che sorge dietro di me come una fiamma d'oro
e sfiora la mia schiena con le sue abili ali.
Rendo accessibile la base del mio collo a Te.
Lascia che il tuo portale ti dia il benvenuto,
O Iside, Grande e Gloriosa dea.
Sollevo le mie mani e sostengo il curvo inchino dell'esaltazione,
E mi alzo ancora una volta all'acuto angolo dell'invocazione.
Vieni, o grande e gloriosa Dea,
Vieni nella pienezza di forza e amore,
lascia che il tuo indumento per un attimo vesta Te,
O Iside, dea Grande e Gloriosa.
Plutarco disse “tra le statue quelle con le corna sono rappresentazioni della sua luna crescente, mentre quelle vestite di nero i modi occulti e nascosti in cui essa segue il Sole, Osiride, e brama di unirsi con lui. In conseguenza a ciò essi invocano la luna per le questioni amorose e Eudosso dice che Iside regna sull’amore.”


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